     p 154 .
     
     Sintesi.
     
La  costituzione  del 1799 attribuiva gran parte dei poteri  al  primo
console, carica assegnata a Napoleone; i rapporti istituzionali ed  il
sistema  elettorale  erano congegnati in modo tale  che  negli  organi
legislativi  la maggioranza era nettamente nelle mani della  borghesia
moderata;  quest'ultima vedeva cos soddisfatta la sua aspirazione  ad
una  guida  forte  e  al  consolidamento della  propria  egemonia.  Il
prestigio  di  Napoleone  aument  ulteriormente  grazie  ai  successi
militari,  in  seguito ai quali Austria ed Inghilterra  sottoscrissero
trattati  di pace assai vantaggiosi per la Francia, che pot estendere
il  suo territorio e la sua influenza in Europa. Utilizzando la  quasi
totale  libert  di  manovra  che  la  costituzione  gli  concedeva  e
sostenuto da una crescente popolarit, Napoleone, attraverso  ripetute
modifiche istituzionali, assunse la carica di primo console a  vita  e
infine quella di "imperatore dei francesi". (Paragrafo 1).
La   realizzazione   di  un  regime  sostanzialmente   monarchico   fu
accompagnata  da  un  ammodernamento  delle  strutture  dello   stato.
L'apparato  amministrativo,  fortemente centralizzato  e  allo  stesso
tempo   organizzato  in  modo  razionale  ed  efficiente,  si   rivel
particolarmente  utile per il mantenimento della  stabilit  politica.
Anche  il  sistema  giudiziario venne ristrutturato  e  sottoposto  al
controllo  centrale;  opera fondamentale  fu  il  Codice  civile,  che
raccolse  e  riordin  tutta  la  frammentaria  e  caotica  produzione
legislativa.  L'istruzione superiore pass sotto la  gestione  diretta
dello  stato, che la potenzi e la indirizz alla formazione di quadri
dirigenti   preparati  e  fedeli  al  regime.   Nel   1801   Napoleone
sottoscrisse  il  concordato  con  la  Chiesa  cattolica,  proseguendo
nell'opera  di  pacificazione interna, volta ad ottenere  il  consenso
delle  forze sociali pi conservatrici. In campo economico, l'adozione
di   dazi   doganali  a  protezione  delle  industrie  nazionali,   la
realizzazione di opere pubbliche, le commesse per forniture militari e
la  limitazione alla libert di associazione per operai  e  braccianti
favorirono  soprattutto  la borghesia imprenditoriale.  L'introduzione
delle imposte sul sale, sul tabacco e su altri generi di largo consumo
aggrav  le  condizioni di vita delle classi meno  agiate.  (Paragrafo
2).
Una  politica  estera espansionistica era vista con favore  sia  dalla
borghesia  francese,  che ne ricavava consistenti vantaggi  economici,
sia  dallo stesso Napoleone, che fondava gran parte del suo  potere  e
prestigio   sui   successi   militari.  Per  arginare   l'imperialismo
napoleonico,  l'Inghilterra  promosse  la  formazione  di  una   nuova
coalizione  contro la Francia; la flotta francese venne  sconfitta  da
quella  inglese  a Trafalgar nel 1805, ma le vittorie decisive  furono
quelle  conseguite per terra dalle truppe napoleoniche. Tra il 1805  e
il  1806  Napoleone pot cos ridisegnare ancora una  volta  la  carta
d'Europa:  trasform  la repubblica italiana in regno  d'Italia  e  ne
assunse  egli  stesso la corona; assegn rispettivamente  ai  fratelli
Giuseppe e Luigi il regno di Napoli e la repubblica batava trasformata
in  regno  d'Olanda;  in  Germania form la Confederazione  del  Reno,
comprendente gli stati vassalli della Francia, che sanc la fine del

p 155 .

Sacro  Romano Impero. La realizzazione della Confederazione del  Reno,
cardine  del  dominio  francese sull'Europa  continentale,  spinse  la
Prussia  ad  entrare di nuovo in guerra contro la  Francia  insieme  a
Russia, Svezia e Inghilterra. Napoleone ebbe rapidamente ragione anche
di  questa  coalizione; la Prussia perse met del suo territorio,  che
and  a  formare due nuovi stati vassalli della Francia: il  regno  di
Vestfalia e il granducato di Varsavia. (Paragrafo 3).
A  partire dal 1807 la politica estera napoleonica divenne ancora  pi
aggressiva  in seguito alla necessit di garantire l'applicazione  del
blocco  continentale, ossia la chiusura dei porti europei agli  scambi
commerciali con l'Inghilterra, decretata da Napoleone per spingere  il
governo  di  Londra a chiedere la pace. All'invasione  del  Portogallo
seguirono  l'annessione  del regno d'Etruria all'impero  francese,  la
soppressione dello Stato pontificio, il suo smembramento tra Francia e
regno  d'Italia  e l'occupazione della Spagna, che venne  assegnata  a
Giuseppe    Bonaparte.   Contemporaneamente   per   cominciarono    a
manifestarsi  segni  di  fragilit: truppe britanniche  costrinsero  i
francesi  ad abbandonare il Portogallo; il popolo spagnolo  attu  una
rivolta contro l'occupazione francese che venne duramente repressa, ma
che  continuer,  tramite  una efficace guerriglia,  a  minacciare  la
stabilit   dell'impero  napoleonico.  Le  difficolt  incontrate   da
Napoleone  nella  penisola  iberica  spinsero  le  potenze  europee  a
coalizzarsi nuovamente contro la Francia, ma vennero ancora una  volta
sconfitte;  l'Austria fu costretta a cedere una parte consistente  del
proprio  territorio  a  vantaggio della  Francia,  del  granducato  di
Varsavia  e  del regno d'Italia. Il 1 aprile del 1810 Napoleone,  che
aveva  divorziato dalla precedente moglie, solennizz  il  suo  potere
sposando  Maria  Luisa  d'Asburgo,  figlia  dell'imperatore  d'Austria
Francesco primo. (Paragrafo 4).
L'impero  napoleonico, militarmente potente, coiminci a  mostrare  le
prime  crepe nella sua costruzione politica. Nei territori  annessi  e
negli  stati  vassalli,  liberati dai regimi monarchici  assoluti,  ma
subordinati alle direttive e agli interessi della Francia,  il  regime
napoleonico  incontrava  l'ostilit  delle  masse  popolari,  le   cui
condizioni  erano  rimaste  di  estrema  miseria,  e  andava  perdendo
consenso anche presso la borghesia e l'aristocrazia illuminata,  nelle
quali  si  stava  formando  una coscienza  nazionale  che  mal  poteva
conciliarsi  con il dispotismo francese. Il blocco continentale  aveva
procurato  pi  danni  agli  stati  europei,  Francia  compresa,   che
all'Inghilterra,  la  quale poteva contare su  un  vastissimo  mercato
extraeuropeo e sull'espansione di quello interno. In Francia la  crisi
economica, la disoccupazione, la pressione fiscale e le continue  leve
militari  provocavano  un declino della popolarit  di  Napoleone,  il
quale  per  poteva  ancora contare su una notevole potenza  militare.
(Paragrafo 5).
Nel  1810 la Russia, nella quale era ampiamente diffusa l'ostilit nei
confronti  dell'imperialismo napoleonico, decret la  sospensione  del
blocco  continentale, che procurava gravi danni alla sua  economia,  e
riprese  gli  scambi commerciali con l'Inghilterra. Ci  determin  la
fine  dell'accordo  con la Francia; i rapporti  tra  i  due  paesi  si
inasprirono  progressivamente e nel 1812  Napoleone,  che  gi  mirava
all'occupazione  della  Russia  per  privare  l'Inghilterra  di   ogni
contatto  economico  e  politico con l'Europa, pass  all'attacco.  Le
truppe  francesi conseguirono alcuni iniziali ma non decisivi successi
e  vennero sempre pi attirate all'interno del territorio russo.  Qui,
esauste per le grandi distanze percorse e senza adeguati rifornimenti,
si trovarono in gravissime difficolt: la campagna si concluse con una
disastrosa  ritirata.  Napoleone, tornato a Parigi,  affront  con  un
nuovo esercito le truppe degli stati europei nuovamente coalizzati, ma
fu sconfitto a Lipsia nell'ottobre del 1813. Segu la dissoluzione del
suo impero; in Francia tornarono i Borboni e Napoleone fu costretto  a
ritirarsi in esilio all'isola d'Elba. Mentre al congresso di Vienna  i
rappresentanti  dei vari stati europei discutevano sulla  nuova  carta
d'Europa, Napoleone torn in Francia, favorito dalla tensione  sociale
seguita  alla  restaurazione  della  monarchia  borbonica,  ma   venne
definitivamente sconfitto a Waterloo nel giugno del 1815. Qualche mese
dopo  venne deportato nell'isola atlantica di Sant'Elena, dove  morir
nel 1821. (Paragrafo 6).
